P3 Stool

Lo spazio è quel luogo potenzialmente illimitato che contiene tutte le cose materiali. Il tempo potrebbe invece essere definito come un continuo divenire, un flusso che genera cambiamento. Un oggetto, essendo dotato di un’estensione, occupa una data parte dello spazio ma non possiede tempo. La sua tridimensionalità lo rende statico, fermo, a meno che la sua forma non cambi in relazione allo sguardo dell’osservatore. Destrutturando le tre dimensioni è possibile intuire la quarta, quella temporale: è così che nasce P3. Presentato al fuorisalone di Milano e al salone di Toronto, P3 può essere considerato il manifesto dell’ispirazione di Thinkerlab. Tre sono i piedi su cui poggia ma questi si raddoppiano agli occhi dell’osservatore, grazie a un elemento circolare che li taglia orizzontalmente e ne interrompe la continuità. P3 risulta in questo modo differente nella composizione a seconda del punto di vista da cui lo si guarda. Ogni suo angolo muta in base alla prospettiva, e questo gli conferisce dinamicità, lo immerge nel flusso del cambiamento. Una struttura insolita, una rottura con i criteri condivisi di stabilità per ricercare un nuovo equilibrio. Questo è P3, costituito da pezzi facilmente assemblabili tra loro, che a seconda delle esigenze possono essere personalizzati in tessuti, materiali e colori di volta in volta diversi.